Il MoVimento 5 Stelle aderisce al comitato promotore della regione Puglia, per il referendum abrogativo contro le trivellazioni per la ricerca di idrocarburi entro le 12 miglia e per evitare concessioni “a vita”.

coordinamento nazionale NoTriv – http://www.notriv.com/

Questo il nostro appello al voto in piazza Sedile il 10 aprile.
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 Ora cerchiamo di approfondire, anche con l’aiuto di articoli esterni…

Un referendum che nasconde una trappola. Il referendum sulle trivellazioni a cui come cittadini siamo chiamati a rispondere è il frutto della politica ambigua delle regioni e di quella furba del governo.

È un referendum contro le trivellazioni? No. o meglio, non del tutto. È un referendum che mira a quegli impianti offshore, situati all’interno delle 12 miglia dalla costa, e già operativi.

Una piccola parte di quelli esistenti e che ammorbano il nostro mare, insomma.

È la soluzione finale contro la politica fossile del governo? Non ancora. È un passo, piccolo ma importante per far capire ai politicanti preistorici che ci governano e che hanno ceduto ai petrolieri mare e coste, che noi non ci stiamo.

Che un’altra politica energetica è possibile, che il futuro dell’Italia e del nostro mare non è come lo vogliono loro, che il turismo va tutelato e sostenuto con i fatti e non con le chiacchiere.

Ma è un referendum che chiama i cittadini a dare una prima risposta su un tema caro a tutti noi e al Movimento 5 Stelle: lo sfruttamento del nostro territorio e soprattutto la scelta di quale futuro volere e immaginare per l’Italia.

Per tutto questo dobbiamo andare a votare. E dobbiamo votare sì. Nonostante il tentativo del governo di boicottarlo: perché è evidente che questo è lo scopo nel fissare la data del voto al 17 aprile.

Avevamo chiesto tutti (comprese le associazioni ambientaliste) di votare nello stesso giorno delle amministrative. Era indispensabile un election day per portare i cittadini in massa al voto ma il governo non ha mai avallato questa ipotesi. Siamo consapevoli che il quorum potrebbe non essere raggiunto. Ma questo è un referendum importante e siamo tutti chiamati a partecipare.

Consapevoli che non è LA risposta, ma una prima risposta per fermare lo scempio delle nostre coste e del nostro Paese.

Perché noi diciamo No alle trivellazioni, ma a TUTTE le trivellazioni. Offshore e terrestri. Perché l’energia fossile è il passato mentre il futuro è e deve essere rinnovabile. Oltretutto è ormai risaputo (ed è stato ribadito in numerose audizioni parlamentari) che il petrolio italiano è di scarsa qualità. Qualora fosse estratto totalmente basterebbe a soddisfare la domanda interna per nemmeno due anni. E noi vogliamo mettere a rischio il nostro equilibrio ambientale, la sostenibilità, vogliamo correre il rischio di incidenti rilevanti, a mare e a terra, vogliamo inquinare e rendere aridi i nostri territori? No.

Per questo andremo a votare questo referendum pur riconoscendone i limiti.

E BISOGNA VOTARE SI’.

Guida al Referendum del 17 Aprile ✗Vota Sì per fermare le Trivelle:

vademecum no triv 1vademecum no triv 2


 

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