BOSCH MODUGNO BARI

DIESEL O RICONVERSIONE
STOP SACRIFICI STOP ESUBERI

Come gruppo di attivisti di Modugno, non potevamo rimanere indifferenti alla continua divulgazione di “allarmi” su esuberi, eccessivo utilizzo ammortizzatori sociali ed addirittura possibili licenziamenti a discapito dei dipendenti Bosch.

Bosch e gran parte di sindacati ed organi di informazione in Italia, sponsorizzano totalmente e senza limiti la produzione di componenti Diesel, demonizzando in Italia lo sviluppo delle vetture elettriche, ma all’estero invece tutti d’accordo sul fatto che il diesel abbia i giorni contati, e di conseguenza tutti (case automobilistiche comprese) si sono attrezzati da parecchio tempo.

Al momento l’azienda afferma di non poter garantire l’occupazione per tutti gli operai dopo il 2022, se entro quella data la flessione del mercato diesel sarà ancora in forte flessione, a rischio licenziamento sarebbero 620 dipendenti (anche se voci affermano che siano oltre 900).
Ci sono stati comunque due incontri al MISE, dove c’è stata la disponibilità ad accontentare tutte le richieste dell’azienda, comprese deroghe agli ammortizzatori sociali, investimenti statali e regionali e formazione, in cambio è stato chiesto all’azienda di effettuare una riconversione dello stabilimento e soprattutto è stato chiesto un PIANO INDUSTRIALE, ma l’azienda per ora non lo ha ancora presentato.
Nonostante queste premesse, siamo sicuri che tutte le parti in causa sono favorevoli a voler trovare la migliore soluzione, nell’interesse di tutti.

Evitiamo di parlare del passato, ma se dovessimo essere costretti, sappiate che seguiamo la vicenda da anni.
Bosch attualmente occupa poco meno di 2000 dipendenti e si occupa prevalentemente di pompe diesel, ma circa 10 anni fa impiegava 2500 dipendenti e si occupava anche di freni.

Questo articolo serve come contenitore di informazione, quindi PER ORA evitiamo giudizi ed auspichiamo un’apertura al dialogo costruttivo tra tutte le parti.

Saremo attenti a tenere alta l’attenzione, non vogliamo ulteriori sacrifici (o licenziamenti) ingiustificati, specialmente perché gli esuberi sono presenti dal 2008, ed in questi anni i sacrifici sono ricaduti tutti sugli operai.
Siamo sicuri che il sindacato e l’azienda terranno presente che se Bosch Modugno oggi è al top, il merito è prima di tutto del common-rail ideato proprio a Bari, e poi anche degli operai, che hanno vinto premi qualitativi a vario titolo.

Ci teniamo a precisare che anche per OM carrelli ci davano per allarmisti o ignoranti, poi purtroppo il tempo ci ha dato ragione. https://www.modugnoa5stelle.it/vertenza-ex-om/


ECOTASSA

Nelle dichiarazioni di giornalisti, imprenditori e sindacati, abbiamo notato numerosi errori nell’interpretare la legge, questo si ripercuote anche sui cittadini. Per questo ci teniamo a chiarire che l’ecotassa non è applicata solo sul diesel o sulla benzina, ma sulle emissioni superiori ai 160 CO2 g/km, ovvero 160 grammi di anidride carbonica per chilometro.
L’ecotassa è entrata in vigore venerdì 1 marzo 2019

Come specificato dall’articolo 1, comma 1042, della legge 30 dicembre 2018, n.145 (la Manovra 2019) “a decorrere dal 1° marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021, chiunque acquista, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica è tenuto al pagamento di un’imposta parametrata al numero di grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro eccedenti la soglia di 160 CO2 g/km”, secondo gli importi ivi previsti”.

Per fare un esempio: se il veicolo ha un costo di listino di 19.500€ ed emette 161 grammi di monossido di carbonio per CO2, dovrai versare 1100€ di ecotassa in più. L’importo finale che dovrai pagare quindi sarà di 21.600 euro.


ECOBONUS

Per acquisti, anche con formula Leasing, di veicoli a bassa emissione di CO2 (fino a 70 g/km) previsti ecoincentivi molto interessanti:

  • da 0 a 20 g/km, ecobonus da 4.000 euro che diventa 6.000 se si rottama l’auto vecchia (da euro 1 a euro 4)
  • Da 21 a 70 g/km, ecobonus da 1.550 euro che diventa 2.500 euro con la rottamazione.

Le auto che beneficeranno dell’ecobonus

Se stai valutando l’opzione di cambiare auto nei prossimi mesi e vuoi orientarti verso l’acquisto di un veicolo elettrico, o ibrido, ti consiglio di dare un’occhiata a “Le migliori auto ibride del 2018” ad ogni modo ecco un elenco di auto che possono beneficiare dell’ecoincentivo.
Nella categoria delle elettriche, con emissioni fino a 20 g/km e un prezzo inferiore a 50 mila euro più IVA, troviamo:

  • BMW i3;
  • Citroën E-Mehari;
  • Citroën C-Zero;
  • Citroën E-Berlingo;
  • Hyundai Kona EV;
  • Hyundai Ioniq Electric EV;
  • Kia Soul EV;
  • Mitsubishi i-MiEV;
  • Nissan e-NV200 Evalia;
  • Nissan Leaf;
  • Peugeot iOn;
  • Renault Zoe;
  • Smart EQ fortwo/forfour;
  • Volkswagen e-up!;
  • e-Golf;
  • Tesla Model 3, nella versione base che per poco meno di 6 mila euro rientra nel beneficio.

Nel bonus ridotto per le auto con emissioni da 21 a 70 g/km e un costo inferiore a 50 mila euro più IVA, rientrano diversi modelli ibridi, tra i quali:

  • Audi A3 e-tron;
  • Kia Niro 1.6 GDi DCT PHEV;
  • Kia Optima;
  • Bmw 2 Active Tourer;
  • Bmw 530e Business;
  • Mini Countryman E;
  • Mitsubishi Outlander PHEV;
  • Toyota Prius Plug-in;
  • Volkswagen e-Golf.

Fonti legislative:


Dettaglio dichiarazione di Bosch su elettrico e futuro! (fonte qui)


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